Festival del Classico | L’utopia del non lavoro

reading con Anna Bonaiuto
introduce Giorgio Ieranò // grecista
al pianoforte Elena Tirrito

L’età dell’oro è l’epoca felice in cui l’umanità non era costretta a lavorare per vivere: tutto si offriva spontaneamente all’uomo, il mondo era per sua natura regolato e perfetto. Poi l’armonia si è infranta e gli autori antichi hanno raccontato in vario modo il declino dell’umanità e la nostalgia del paradiso perduto: Ovidio, per esempio, all’inizio delle Metamorfosi, ha dipinto un grande affresco sull’avvicendarsi delle età dell’uomo, mentre Seneca, nella Medea, ha legato la fine della felicità primordiale al varo della prima nave e alla proto-globalizzazione provocata dalla marineria. L’età dell’oro ha così potuto trovare il suo posto solo fuori dalla storia: dal favoloso regno dei Feaci cantato già da Omero fino al Paese di Cuccagna vagheggiato nel Medioevo.

 

scopri il programma della 5. edizione del Festival del Classico,
a Torino dall’1 al 4 dicembre,
dedicata a Lavoro: condanna, diritto, utopia

📌ingresso € 5,00 // biglietti su vivaticket.it o presso il Circolo dei lettori
👀 per la Carta Io leggo di Più (acquistala sullo shop online o al Circolo dei lettori) ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria (011 8904401 | info@circololettori.it) fino a esaurimento posti disponibili
✏️ info su modalità ingressi qui


 

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