GIORGIO GABER. LA TELEVISIONE E IL TEATRO

I due volti del Signor G

con Bruno Gambarotta, Alessandra Comazzi, Bruno Maria Ferraro e Ivana Ferri
a cura di Tangram Teatro
incontro di apertura di La canzone d’autore a teatro

assistenza tecnica Massimiliano Bressan, organizzazione Mary Rinaldi, immagini di repertorio tratte dal video IO CI SONO realizzato da Gianfranco Aiolfi e Paolo Dal Bon per Fondazione Giorgio Gaber, intervista a Sandro Luporini realizzata da Massimiliano Finazzer Flory per la Provincia di Milano, montaggio Gianni De Matteis, si ringrazia per la disponibilità e l’amicizia la Fondazione Giorgio Gaber

Gaber tra TV e teatro non è una favola ma qualcosa di epico ce l’ha, perché riassume il percorso di un artista che va contro corrente, mette a grande rischio la sua popolarità, il suo talento, compensi economici certo non irrilevanti e si avventura per una strada incerta. Rivisitando oggi le apparizioni televisive in bianco e nero di Giorgio Gaber si capivano già molte cose. Il suo guardarsi intorno con curiosità, il saper cogliere le contraddizioni del presente, il colpire l’uomo comune con frecciate di ironia al limite del cinismo, il guardare negli occhi i suoi interlocutori. Ecco, forse è proprio, il non riuscire a guardali tutti dall’obiettivo di una telecamera, non avere di fronte le persone a cui stai parlando, che determina la scelta di allontanarsi dalla televisione e fare del teatro il suo luogo di incontro con il pubblico. Una follia. Una scommessa. Un’esigenza. Nasce così ad inizio anni ’70, grazie anche alla lungimiranza del Piccolo Teatro di Milano IL SIGNOR G.
Quello che segue per decenni, è una lunga cavalcata nei teatri di tutta Italia, sempre esauriti, sempre pronti a farsi coinvolgere dal suo carisma, sempre attenti a cogliere pensieri, attacchi, appartenenze, calore, donati con un talento musicale e d’attore veramente fuori dal comune. La storia di Giorgio Gaber è irripetibile ed è indissolubilmente legata alle contraddizioni del nostro privato e a questo strano paese che abitiamo e maltrattiamo. Prima di ricordare Gaber in teatro, di riportare alcuni testi e canzoni in quello spazio che lui aveva scelto come casa, ci interessa con Alessandra Comazzi , critico televisivo de La Stampa, e Bruno Gambarotta aprire una finestra sul passaggio tra TV e teatro per raccontare l’artista, l’uomo e il nostro tempo.

Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili. Per gli appuntamenti con maggiore affluenza, è prevista, a partire da un’ora prima dell’inizio dell’evento, la distribuzione di un tagliando a persona che consente l’ingresso in sala. Possono prenotare il posto in sala solo i possessori della Carta Plus (acquistabile qui o presso il desk dell’Accoglienza del Circolo dei lettori, via Bogino 9).