Una nuvola? lui dirà. Andammo fino a Troia per prenderci una nuvola?
Vivemmo tutti quegli anni immersi fino al collo nella morte per una nuvola?
Sono di Anne Carson queste parole e arrivano da Era una nuvola (Crocetti) il libro in cui la scrittrice riprende l’Elena di Euripide e vi sovrappone la figura di Marilyn Monroe. Carson, come Euripide, si chiede se sia poi vero che Elena fu portata a Troia, o se, invece, al posto suo non fosse stato mandato un fantasma, o in fondo, nient’altro che una nuvola.
E in questo tempo in cui le cose sono difficili può essere interessante provare a chiedersi anche solo per un attimo se tutte le questioni attorno cui ci arrovelliamo, prendiamo posizioni – spesso fazioni – e combattiamo, non siano poi, soltanto, nuvole. Nient’altro che immagini, distrazioni. E che le vere questioni siano invece da tutt’altra parte, proprio come Elena: nella Reggia di Proteo o su una spiaggia.
Anne Carson, neo vincitrice del Premio Nobel per la letteratura, dalla giuria è stata premiata «per la sua opera audace e creativa che, in un dialogo giocoso con la tradizione classica, ha dato vita a nuove forme per la letteratura contemporanea» e per questo mese si potrebbe provare a fare questo stesso esercizio. A novembre si potrebbe pensare a ciò che ci ha preceduto e alla storia passata non soltanto come al solito monito per non ripetere gli errori (funziona?), ma come a delle possibilità da rimescolare per generare nuove forme, nuovi mondi. Come si fa? Forse confondendo Elena per Marilyn e pensando alle nuvole.
Per aiutarti ne abbiamo appese un po’ al soffitto del Circolo dei lettori e delle lettrici.
Potresti venire qui con noi e provare a scrutare questo nuovo cielo, fatto di passato e futuro tutto assieme.
