venerdì 28 aprile 2023 | ore 21:00il Circolo dei lettori, via Bogino 9, Torino

Abbassa il cielo e scendi

Storia d’Italia e di follia
presentazione del libro di e con Giorgio Boatti
edito da Mondadori
con Francesca Valente e Lorenza Pieri, letture di Valentina Duretto e Luigi Sefusatti
a cura di Cooperativa Letteraria
in collaborazione con Centro Internazionale Studi sulle Letterature Europee (Cisle), Olio Officina Festival, Mondadori e Libreria Internazionale Luxemburg

L’autore racconta la storia dell’amato fratello più grande, Bruno, e del suo rapido precipitare nella malattia mentale, tra vecchi manicomi riformati dai venti basagliani, centri di igiene mentale e solitudini domestiche, tregue e precipizi, sullo sfondo di cinquant’anni d’Italia, dal dopoguerra a oggi.

✏️ la quarta di copertina
Il paese di Bruno è speciale: in quel mucchietto di case sprofondate tra campi e fossi, i bambini cercano di camminare sulle acque e le vecchie signore muoiono e dopo tre giorni risorgono – e non importa se solo per morire di nuovo. Bruno, però, dal suo piccolo borgo se ne va presto: mira alla santità, lui, e decide di studiare in seminario. Purtroppo, la follia ha un tocco veloce, e voci che muovendosi non fanno rumore: e così nessuno se ne accorge quando a centinaia bussano ed entrano nella testa di Bruno. Per lui e per tutti quelli come lui la malattia mentale dura per sempre – nel suo caso, mezzo secolo.
Mezzo secolo di vecchi manicomi e psichiatrie riformate dai venti basagliani; centri di igiene mentale e abissali solitudini domestiche; tregue e improvvisi precipizi. Ma anche mezzo secolo d’Italia, perché Bruno è figlio del suo tempo, e il suo tempo è quello densissimo del Secolo Breve: e così insieme alla storia di Bruno corre anche la Storia di questo nostro Paese, dal tramonto del mondo contadino al boom delle città operaie, dal terrorismo agli anni da bere, e poi l’età delle famiglie che si disfano e il “ritorno al privato”, Internet, il lavoro precario.
A raccontarci l’una e l’altra è chi, fratello di Bruno, nonostante il legame che li unisce, a lungo cerca di stargli lontano, col cuore e con la testa. Tutta la narrazione è però pervasa da una brezza che non cala mai, e conduce chi scrive e chi legge verso orizzonti di ricomposizione dopo lo sgomento che smarrisce e perde. Finché, caduto ogni confine tra vite normali e vite che sembrano non esserlo, tutto si accetta, tutto si comprende.
Perché fratelli non si nasce, si diventa.


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