Bianchi

Whiteness: quando la solidarietà non basta

presentazione del libro di e con Otegha Uwagba
edito da Solferino
con Francesco Costa
nell’ambito di Desiderare il mondo. Linguaggi, corpi, icone
e Io amo leggere-Voci di donna con il contributo di Fondazione Cariplo

incontro online disponibile qui, su circololettori.it, Facebook, Youtube

Dopo l’uccisione di George Floyd, tutto il mondo è insorto, inondando le città di proteste e i social di sdegno. Ma tutto questo non basta, dice Otegha Uwagba. La vera svolta avverrà solo con quella che nel libro definisce allyship: per eliminare davvero il razzismo, cioè, i bianchi dovrebbero rinunciare per primi ai loro privilegi. La fondatrice della piattaforma Women Who, creata per mettere in connessione e supportare le donne lavoratrici di tutto il mondo, si rivolge non ai fanatici intolleranti, ma ai bianchi progressisti, illuminati, proprio quelli che hanno gridato allo scandalo. Per essere davvero alleati dei neri, devono rinunciare alla whiteness, rifiutare, tradire, negare dall’interno, un sistema che produce vantaggi a beneficio esclusivo dei bianchi. Sono disposti a pagare questo prezzo?

 

il libro

L’omicidio di George Floyd ha scosso il mondo. Ci ha messo di fronte alla realtà della relazione fra bianchi e Neri, con una violenza e un’immediatezza che ci fanno dire: ecco, la Storia si sta facendo adesso. Adesso, però, è anche il momento di dire la verità, di chiamare le cose con il loro nome.
Otegha Uwagba, donna e Nera, dopo quei terribili mesi, sente di non dover fare nessuno sconto alla whiteness, intesa non come colore della pelle, ma come sistema di vantaggi imperniato sull’essere bianchi. I suoi interlocutori ideali non sono i fanatici intolleranti, ma i bianchi progressisti, illuminati, quelli che sembrerebbero ormai oltre la questione razziale. Quelli che, pur nutriti di buone letture e altrettanto buone intenzioni, non vedono ancora in faccia se stessi. Indignarsi o manifestare solidarietà li fa sentire «dalla parte dei buoni», ma non li rende alleati dei Neri. Sono solo all’inizio, benvenuti ma inefficienti, di un reale cambiamento.
La vera alleanza prevede di abbandonare il caldo letto delle esternazioni in vista di un disconoscimento effettivo del privilegio implicito nella whiteness. Si spinge fino alla rinuncia della whiteness come fondamento di quel privilegio. Implica il rifiuto attivo di un sistema che produce vantaggi a beneficio esclusivo dei bianchi, il suo tradimento, la sua negazione dall’interno. Quei bianchi progressisti in piazza per George Floyd sono disposti a pagare questo prezzo?
Un saggio provocatorio e illuminante, che parte dall’esperienza biografica dell’autrice e alza un velo sul non detto che sta al cuore dell’essere bianchi o Neri, oggi.