Classico contemporaneo #4

Un libro non è mai troppo giovane per essere un classico.
Ce ne sono molti che, nonostante abbiano solo una o due generazioni di lettori alle spalle, possono di diritto prendere spazio sullo scaffale di fianco ai cosiddetti Grandi Classici.
Ci sono autori, infatti, talmente potenti da diventare fin da subito imperdibili, che non hanno bisogno di secoli per essere compresi nella loro resistenza allo scorrere del tempo.
Ne abbiamo scelti alcuni, di questi classici contemporanei, e li abbiamo affidati ad altrettante voci della cultura italiana che ce li raccontano in tutta la loro forza.

#4 Giuseppe Culicchia rilegge Luciano Bianciardi (1922-1971)

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Outsider di culto, traduttore, giornalista, voce della provincia italiana, in I minatori della Maremma, scritto con Cassola, anticipa la tragedia del pozzo della Ribolla del 1954. Trasferito a Milano, lavora per la neonata Feltrinelli – per cui tradusse autori come Faulkner, Miller e Steinbeck – ma ben presto diventa insofferente alla vita d’ufficio e della caotica città nel pieno del boom economico. Nelle sue opere intrecciò sempre autobiografia, critica alla società e ricerca linguistica esuberante. Il risultato più forte di questo rabbioso percorso nevrotico e realistico, nato con Il lavoro culturale e L’integrazione, è La vita agra, dove gli effetti della conversione del provinciale alla vita milanese sono portati all’estremo.

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