Se oggi fosse qualche anno fa e tu accendessi un qualsiasi computer ti troveresti probabilmente di fronte a un cielo sereno, percorso qua e là da qualche nuvola, e una bella collina verde a formare un’imponente onda a riempire metà dello schermo. È molto probabile che tu riesca a immaginarlo bene, perché forse è stato anche il tuo sfondo.
Questa immagine, in realtà, è la foto di un tale di nome Charles O’rear, abituato a fotografare vini e vigneti, che nel 1995, scattando questa foto, ha cambiato la sua vita.
La particolarità di una delle immagini più viste della nostra epoca è che il suo contenuto è pressoché insignificante. Un paesaggio qualsiasi visto migliaia di volte e nessuna, che potrebbe trovarsi dietro casa o nel più remoto degli spazi: un campo aperto.
Difficile comprendere come e perché un campo aperto sia stata la scelta più giusta e rassicurante per introdurre al computer, strumento complesso e controverso.
Forse perché un campo aperto può essere tutto e niente. Può esservi nascosta qualsiasi insidia o risultare talmente vuoto da farti sentire solo il battito del tuo cuore. Può essere un luogo rassicurante oppure la metafora della dispersione e del disorientamento.
Forse un campo aperto, più di ogni altra forma, si riempie di ciò che noi siamo. Dei nostri desideri, delle nostre paure, del nostro stato d’animo.
In un campo aperto ci si può sentire Atlante a sorreggere sulle proprie spalle tutto il peso del cielo, o sdraiarsi a terra e liberarsi di ogni aspettativa, per confondersi tra milioni di fili d’erba.
A febbraio il Circolo è un campo aperto, potenziale divenire di tutte le ambizioni dei lettori e delle lettrici che lo vivono.
A partire dalle nostre amate parole, che quando viaggiano da una lingua a un’altra aprono spazi sconfinati – di pensiero, visioni, universi di immagini. E proprio alla traduzione è dedicato ALIAS che per il terzo anno, grazie alla collaborazione con la Scuola del Libro, affida a professionisti e professioniste del mondo editoriale il racconto, tra pratica e teoria, di un mestiere affascinante e complesso.
Tra gli eventi da segnare in agenda, quello dedicato a una scrittrice che ha saputo evocare tanti mondi differenti e allo stesso tempo sempre e solo uno, la Maratona Agatha Christie. Un omaggio alla “regina del giallo” e alla sua fortuna letteraria, segnata dalle indagini di Hercule Poirot e Miss Marple, amate in ogni dove. Scrittori e scrittrici, tra cui Maurizio de Giovanni, Antonella Lattanzi, Vanessa Roghi e Franco Forte, raccontano il loro incontro con l’opera di Christie e ne tracciano i temi, le figure e i meccanismi narrativi.
Ad aprire nuovi paesaggi è la nascita di Tuttolibri Club, il bookclub a cura dell’inserto culturale de “La Stampa” in cui scrittori e scrittrici scelgono un’opera a loro vicina e guidano tre incontri: il primo, in forma di lectio, al Circolo dei lettori e delle lettrici, gli altri due da remoto con l’idea di dar vita a un colloquio aperto. A condurre i gruppi: Enrica Tesio, Stefania Auci, Antonio Manzini, Luca Ricci, Piergiorgio Pulixi e Carlo Lucarelli.
Dal 13 al 17 torna CioccolaTò, la kermesse interamente dedicata al cioccolato e di cui il nostro Palazzo è una delle sedi.
E come in un vero campo aperto, a febbraio, il Circolo torna ad accogliere i più piccoli nei suoi laboratori creativi e raccoglie gli adulti nei gruppi di lettura, spazi in cui immergersi nelle storie, esplorare idee e confrontarsi, seminando curiosità e conoscenza e attendendo che germoglino nuove domande, scoperte e incontri.
