di e con Paolo Di Paolo e Loredana Lipperini
ideato e curato da Nicola Attadio
una collaborazione Fondazione Circolo dei lettori e storielibere.fm

Cosa possono raccontare oggi alla Gen Z un gettone telefonico, il Tuttocittà, un fax o un videoregistratore? Un secolo intero, il Novecento. Così, oggetti smarriti, esperienze dimenticate, memorie lontane diventano finestre spalancate su un mondo, i suoi sogni, i fallimenti, le bugie. E sotto sotto non così diverso dal nostro: lo stesso desiderio di scomparire, condividere, conoscere divertendosi, di relazionarsi.

 

venerdì 19 aprile h 21 | il Circolo dei lettori
Ghosting
Il gettone telefonico, l’Interrail, il Tuttocittà
con Guido Catalano
Scomparire per un po’ è un desiderio che tutti hanno avuto almeno una volta nella vita. Il gettone telefonico, l’Interrail e il Tuttocittà rappresentano un progetto di fuga: chiamare senza poter essere richiamati; partire per un dove indefinito; scegliere la strada più lunga.

sabato 20 aprile h 16.30 | Spazio Prometeo, Politecnico di Torino
Sharing
La modulazione di frequenza, le musicassette, il fax
con Filippo Solibello
nell’ambito di Biennale Tecnologia (Torino, 18-21/04)
Condividere oggi ci fa pensare solo alla rete, ma non è sempre stato così. Il fax, le musicassette, la modulazione di frequenza ci parlano di lettere spedite dal telefono di casa, di musica da sentire con chi vuoi tu, di ascolto collettivo e partecipazione diretta.

domenica 21 aprile h 16.30 | Spazio Prometeo, Politecnico di Torino
Infotainment
Il televideo, l’orologio Casio CA 90, il videoregistratore
con Mario Calabresi
nell’ambito di Biennale Tecnologia (Torino, 18-21/04)
Sapere come e quando piace a me: qui si racconta di quel momento in cui incominciammo a rompere i palinsesti, a leggere le notizie mentre accadevano, a usare l’orologio ma non per guardare l’ora.

venerdì 10 maggio h 19.30 | Sala Indaco, Salone Internazionale del Libro di Torino
Social Network 
Le cartoline, l’oratorio, i giornali di partito
con Marino Sinibaldi
Essere per gli altri. Tre oggetti ci aiutano a comprendere quale fosse la spinta che ci faceva condividere paesaggi senza Instagram, vivere in bolle senza Facebook, partecipare a community senza web.