Il fascismo e noi
presentazione del libro Einaudi di e con Roberto Esposito
con Emilio Corriero e Alberto Martinengo
Il fascismo agisce come macchina pulsionale capace di produrre consenso attraverso terrore e fascinazione. Elementi opposti convivono in una strategia che occupa ogni spazio simbolico e politico. L’analisi dell’immaginario rivela le ragioni del successo temporaneo e indica strumenti per riconoscere pulsioni ancora attive nel presente.
📌 ingresso libero fino a esaurimento posti
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✏️ la quarta di copertina
Piú che un’ideologia, un movimento, un regime, il fascismo è stato una macchina pulsionale volta a generare consenso attraverso una miscela insolubile di terrore e fascinazione, imposizione ed eccitazione. Essa funziona suddividendo la realtà in due parti contrapposte e immettendo l’una all’interno dell’altra, dopo averle modificate entrambe. Ciò spiega perché incorpori caratteri apparentemente inconciliabili – rivoluzionari e reazionari, arcaici e innovativi, totalitari e anarchici. Non si tratta di una contraddizione inconsapevole, ma di una strategia volta a non concedere spazio agli avversari, occupando tutte le posizioni in campo. Da qui la ragione del suo temporaneo successo rispetto agli avversari democratici, incapaci di cogliere la forza dei simboli e la potenza del mito. Comprendere l’immaginario fascista è essenziale non solo per ristabilire un rapporto autentico col passato, ma anche per contrastare le pulsioni, mai del tutto sopite, che possono indurci a riattivarlo.
