Invernale

Prima tutto sembrava andar bene

presentazione del libro di e con Dario Voltolini
edito da La nave di Teseo
con Davide Longo e Andrea Canobbio

Quando, un sabato mattina, Gino si taglia un dito mentre lavora al suo bancone delle carni, non può sapere che quello sarà l’ingresso in un vortice di dolore e di pensieri. Dopo una serie di controlli, infatti, cominciano i protocolli sanitari, le terapie, la battaglia nel suo corpo tra la malattia e la cura.


📌 ingresso libero fino a esaurimento posti

👀 con la Carta Io leggo di Più puoi prenotare il tuo posto, nelle prime file: scrivi a info@circololettori.it o chiama 011 8904401

foto di Paola Mongelli


✏️ la quarta di copertina
Con un linguaggio vivo come il rumore delle voci al mercato, Dario Voltolini ci consegna un gioiello di narrativa, delicatezza e memoria, in grado di trascinarci con impeto nella spirale di dolore ora sommessa, ora caotica, ma sempre potentissima, dei pensieri, fino a un luogo che è allo stesso tempo inferno e rifugio nel ricordo di quando tutto sembrava andare bene.
Un sabato mattina che appare come tutti gli altri. Al mercato alimentare, al banco della macelleria, Gino è come di consueto al lavoro tra i molti clienti che deve servire. Batte la carne, raschia le ossa, pulisce il bancone, affetta, pesa, incarta. Per il padre dell’autore è così da sempre, da tutta una vita, in un’esistenza che scorre lenta e serena, fino a questo sabato in cui qualcosa va storto nella coreografia perfetta delle lame e un taglio sghembo quasi gli mozza un pollice. La corsa al pronto soccorso è rapida, il dito viene ricucito e, dopo giorni di dolori lancinanti, viene dichiarato salvo. Gino può ricominciare a lavorare e le coltellate riprendono, senza tentennamenti, prive di paura, come prima dell’incidente. Gino è segnato però da una stanchezza strana, una spossatezza che riesce a gestire, ma che non può far a meno di notare e di associare all’incidente. Decide così di sottoporsi a diversi controlli, all’inizio dagli esiti incerti, poi via via più precisi, fino a una diagnosi ferale, sinistra quanto inappellabile. Cominciano allora i viaggi in clinica all’estero, i protocolli sanitari, la messa a punto delle terapie, la battaglia nel suo corpo tra la malattia e la cura. È l’inizio di un’altra discesa nella carne, questa volta la sua.