La casa in montagna

SPECIALE 25 APRILE: STORIE DI RESISTENZA
Storia di quattro partigiane

presentazione del libro di e con Caroline Moorehead
edito da Bollati Boringhieri
con Giovanna Melandri

incontro online disponibile qui, su circololettori.it, Facebook, Youtube

A tre generazioni di distanza dalla guerra partigiana è ancora necessario raccontarla, anche e soprattutto al di là di un freddo computo di morti, torturati, nomi di battaglie e deportati. Perché la Storia si sedimenti nel profondo c’è bisogno di storie di persone. Come Ada Gobetti, Bianca Guidetti Serra, Frida Malan e Silvia Pons, che la giornalista londinese, autrice e attivista per i diritti umani, Caroline Moorehead imprime nell’immaginario grazie al romanzo La casa di montagna. Le loro storie diventano così emblema di un intero movimento di donne coraggiose, altruiste, forti e motivate, che animarono con un’azione collettiva e coordinata quello che probabilmente è il più bell’esempio di orgoglio e idealità nella nostra storia recente.

il libro

Gli italiani conoscono già la storia della Resistenza. Allora perché un altro libro? La risposta è sotto gli occhi di tutti. Evidentemente, bisogna ammettere che la premessa è sbagliata: gli italiani non conoscono la storia della Resistenza, comunque non abbastanza. A 75 anni dalla fine della guerra, quando ormai ci stiamo rivolgendo alla terza generazione – i nipoti di quanti furono testimoni della guerra partigiana che infiammò il Nord Italia tra il 1943 e il 1945 – dobbiamo forse mutare la strategia comunicativa e ricorrere finalmente alla narrazione. Due generazioni di storici hanno raccolto il materiale degli archivi; è stato svolto un fenomenale e imprescindibile lavoro capillare di ricerca, sono state analizzate le battaglie, le vite dei protagonisti, gli elenchi degli assassinati, dei torturati, dei deportati, l’orribile computo dei drammi umani riportato con linguaggio asettico nei documenti della burocrazia. In Italia certo abbiamo moltissimi documenti che parlano di quei due anni cruciali, ma ci manca forse la voce autoriale in grado di legare tra loro tutto questo in un filo narrativo avvincente e coinvolgente, che faccia presa sull’immaginario, che lasci impressa la storia nelle menti, che contribuisca a creare una narrazione comune e soprattutto veritiera. Caroline Moorehead è l’autrice perfetta per svolgere questo compito, e lo fa con grande maestria. Nato per presentare la nostra lotta partigiana a un pubblico non italiano, La casa in montagna diventa in effetti il libro perfetto per veicolare la conoscenza di un passato così importante proprio agli italiani di oggi, ai giovani e ai distratti. Scritto in modo coinvolgente, Moorehead offre un racconto storicamente accurato, ma letterariamente godibile, di un evento storico. L’evento di queste pagine è un crocevia fondamentale della storia d’Italia nel quale restarono coinvolte quattro donne fuori del comune, che a più di un lettore risulteranno note: Ada Gobetti, Bianca Guidetti Serra, Frida Malan e Silvia Pons. Le storie di queste quattro partigiane, sotto la penna scorrevole di Caroline Moorehead, diventano emblematiche di un intero movimento di donne coraggiose, altruiste, forti e motivate, che animarono con un’azione collettiva e coordinata quello che probabilmente è il più bell’esempio di orgoglio e idealità nella nostra storia recente. Attraverso lo sguardo e l’esempio di queste quattro donne, e delle migliaia che come loro combatterono contro il nazifascismo, La casa in montagna ci restituisce una memoria, che oggi troppi vorrebbero dimenticare in fretta.

 

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