L’acqua del lago non è mai dolce

Piccole grandi donne crescono

presentazione del libro di e con Giulia Caminito
edito da Bompiani
con Gaia Manzini
nell’ambito di Desiderare il mondo. Linguaggi, corpi, icone

Gaia è una ragazzina spaurita che vive in venti metri quadri con la mamma Antonia, il padre sulla sedia a rotelle per colpa di un incidente sul lavoro, il fratello maggiore e due gemelli più piccoli. Da corso Trieste a Roma, si trasferiscono, grazie alla tostissima madre, ad Anguillara, sul lago di Bracciano. Mentre Antonia mantiene la famiglia facendo le pulizie, Gaia prima alle medie, poi al liceo classico, reagisce ai torti subiti con violenza imprevedibile. Sono gli anni duemila, Gaia scopre l’amicizia e il senso di appartenenza, il tradimento e la delusione. Una storia di crescita, di cadute e riscatti impossibili in una Roma molto dura e realistica.

 

il libro

Odore di alghe limacciose e sabbia densa, odore di piume bagnate. È un antico cratere, ora pieno d’acqua: è il lago di Bracciano, dove approda, in fuga dall’indifferenza di Roma, la famiglia di Antonia, donna fiera fino alla testardaggine che da sola si occupa di un marito disabile e di quattro figli. Antonia è onestissima, Antonia non scende a compromessi, Antonia crede nel bene comune eppure vuole insegnare alla sua unica figlia femmina a contare solo sulla propria capacità di tenere alta la testa. E Gaia impara: a non lamentarsi, a salire ogni giorno su un regionale per andare a scuola, a leggere libri, a nascondere il telefonino in una scatola da scarpe, a tuffarsi nel lago anche se le correnti tirano verso il fondo. Sembra che questa ragazzina piena di lentiggini chini il capo: invece quando leva lo sguardo i suoi occhi hanno una luce nerissima. Ogni moto di ragionevolezza precipita dentro di lei come in quelle notti in cui corre a fari spenti nel buio in sella a un motorino. Alla banalità insapore della vita, a un torto subìto Gaia reagisce con violenza imprevedibile, con la determinazione di una divinità muta. Sono gli anni duemila, Gaia e i suoi amici crescono in un mondo dal quale le grandi battaglie politiche e civili sono lontane, vicino c’è solo il piccolo cabotaggio degli oggetti posseduti o negati, dei primi sms, le acque immobili di un’esistenza priva di orizzonti. Giulia Caminito dà vita a un romanzo ancorato nella realtà e insieme percorso da un’inquietudine radicale, che fa di una scrittura essenziale e misurata, spigolosa e poetica l’ultimo baluardo contro i fantasmi che incombono. Il lago è uno specchio magico: sul fondo, insieme al presepe sommerso, vediamo la giovinezza, la sua ostinata sfida all’infelicità.