Margaret Atwood: distopie e femminismo consapevole

Raccontare il futuro per parlare del presente
con Loredana Lipperini
in collaborazione con Ponte alle Grazie

Margaret Atwood ci mette davanti realtà dure e sgradevoli, talmente terrificanti che non ci sembrano poi così tanto lontane e improbabili. Perché ha la capacità di aprirci gli occhi sul presente parlando di futuro, di uno dei tanti futuri possibili, e quindi vicinissimi. Parlando soprattutto dei silenzi, di parole e azioni, a cui sono costrette le donne.
In quattro incontri ripercorriamo le sue fantasie narrative per conoscere meglio quello che potremmo essere, o siamo già.

abbonamento 4 incontri € 30

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#1 |mercoledì 3 marzo h 19-20
Il racconto dell’ancella

Prendendo in prestito l’estetica della famosa serie tv, ha un lungo vestito rosso e i capelli nascosti, occhi bassi e pensieri senza sosta. Non sappiamo da dove arrivi la sua voce, da quale tempo, ma sappiamo che parla proprio a noi. Ci chiede conto, ci interroga sulla libertà, su ciò che ne facciamo e su quale sia realmente la libertà delle donne. L’ancella di Margaret Atwood è l’incubo di un futuro prossimo – o di un presente? – possibile.

#2 | mercoledì 10 marzo h 19-20
I testamenti

L’atteso seguito di Il racconto dell’ancella ci rigetta nelle atmosfere cupe di Gilead, una società che continua a esercitare un potere oppressivo sulle donne. Anche questo romanzo parla del nostro tempo? La stessa Atwood dice: «Questo libro nasce da tutte le domande che mi avete fatto su Gilead e i suoi meccanismi interni. Beh, non solo da questo. L’altra fonte di ispirazione è il mondo in cui viviamo oggi».

#3 | mercoledì 17 marzo h 19-20
Fantasie di stupro e Barbablù

Geografie di corpi, esistenze e sentimenti: due libri per innumerevoli sfumature di rapporti, amorosi, familiari e sociali, tra – e con – tutte quelle donne reali, così problematiche, irrisolte e per niente perfette.

#4 | mercoledì 24 marzo h 19-20
Brevi scene di lupi

Da È pericoloso leggere i giornali a La doppia voce e Si dà di ogni cosa una cosa soltanto, un excursus sulle parole messe in versi dal 1966 al 2020, che raccontano cose, sentimenti, visioni del mondo.