Viaggio nella storia dell’URSS

a partire da Arkadij Dubnov, Perché è crollata l’Unione Sovietica (il Mulino) ed Enrico Franceschini, La fine dell’impero. Ultimo viaggio in URSS (Baldini+Castoldi)
con Gianmaria Ajani, Nadia Caprioglio, Anatolij Adamishin ed Enrico Franceschini

Arkadij Dubnov, Perché è crollata l’Unione Sovietica. I dirigenti delle Repubbliche raccontano (il Mulino)
L’Unione Sovietica era un impero territorialmente integrato, una delle superpotenze mondiali: soltanto pochi anni prima del suo crollo nessuno avrebbe creduto che fosse possibile ciò che accadde negli anni compresi tra il 1989 e il 1991. Il volume raccoglie 14 interviste ai primi dirigenti degli stati indipendenti di nuova formazione dopo il crollo dell’Unione. Partendo da una prima domanda uguale per tutti, «si sarebbe mai immaginato che l’URSS avrebbe cessato di esistere?», gli intervistati raccontano la propria esperienza nel processo di difesa dell’indipendenza dei loro stati, nella formazione di una nuova economia e nel riassetto dei rapporti con la Russia post-sovietica e con i paesi confinanti. A distanza di tempo, emergono lucide riflessioni sulle decisioni governative, spesso basate solo su conoscenze teoriche e dettate dall’urgenza, e sugli errori commessi in una tappa difficile e decisiva per ognuno dei paesi coinvolti.

Enrico Franceschini, La fine dell’impero. Ultimo viaggio in URSS (Baldini+Castoldi)
Le ferie alla dacia per coltivare patate e le vacanze dei mafiosi nell’unico albergo di lusso del Mar Nero. L’infanzia di Gorbaciov, scolaro modello e attore mancato in un villaggio di contadini, e la ricetta dell’ex braccio destro di Stalin, con- vinto che basterebbe dare «pane e salame» a tutti per riportare l’ordine. La febbre della roulette nei casinò di Mosca e la fame a Leningrado come al tempo dell’assedio nazista. La nuora di Trotzkij sopravvissuta al Gulag che ha paura di doverci tornare e i restauri di Lenin imbalsamato nel mausoleo sulla Piazza Rossa. Un conflitto pirandelliano sulle montagne del Caucaso e un massacro con i carri armati sulle rive del Baltico. Il coro del Nabucco per difendere Riga e il vento dell’Islam fra le moschee di Samarcanda. Una notte con la Milizia per le strade della capitale e la cronaca del drammatico «golpe rosso». Un colloquio nei corridoi con il capo del Kgb e l’ultima intervista al Cremlino con Gorbaciov che si è appena dimesso.

 

 

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