Donne e lavoro

Rivoluzione in sei mosse

presentazione del libro di e con Rita Querzè
edito da post editori
con Silvia Pasqua e Paolo Griseri
in collaborazione con Torino Città per le donne
nell’ambito di Femminile plurale

Piccoli passi avanti sono stati fatti, ma ora è necessaria una spinta in più: le donne hanno bisogno di autonomia economica, le famiglie del doppio reddito e il Paese di più figli e più Pil. Per raggiungere il risultato bisogna lavorare su due fronti: riforme dall’alto e cambio di mentalità dal basso. 


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✏️ la quarta di copertina
In trent’anni non è migliorato niente o quasi, che cosa fare? Piccoli passi avanti, ma ora è necessaria una spinta in più. Serve per le donne che hanno bisogno di autonomia economica, per le famiglie che hanno bisogno del doppio reddito e per il Paese che ha bisogno di più figli e più Pil. Per raggiungere il risultato bisogna lavorare su due fronti: riforme dall’alto e cambio di mentalità dal basso. Mai da sole, sempre con gli uomini. Il lavoro è difficile da conciliare con la maternità e per le donne la libertà di lavorare non esiste: devi ancora scegliere se lavorare o fare figli. Il 50% delle donne rimangono tagliate fuori dal mercato del lavoro e continuano a fare il 70% del lavoro domestico gratuito, per cambiare qualcosa ci vorranno 100 anni. Che cosa fare: più congedi di paternità, agevolazioni per chi assume aiuti domestici in regola perché, se anche la condivisione fosse perfetta, non basterebbe.
I lavori precari sono in larga parte riservati alle donne (part time involontario, contratti a termine). Che cosa fare: incentivi alla stabilizzazione delle donne. Per le donne la carriera esiste solo al prezzo di enormi sacrifici, solo il 20% sono dirigenti. Che cosa fare: potenziare la certificazione di genere per le imprese, imporre una nuova modalità di leadership. Nel settore privato le donne guadagnano il 16,5% in meno degli uomini, che cosa fare: potenziare la certificazione di genere, più trasparenza come in UK.
Mettersi in proprio per una donna è una missione impossibile, solo il 22% sono imprenditrici, concentrate peraltro nei settori a più bassa criticità. Che cosa fare: spendere bene i 400 milioni del Pnrr e favorire il passaggio del testimone alle figlie. Per ciascuna di queste criticità, il libro delinea la situazione nel dettaglio, raccontando storie di donne toccate da questi problemi e descrivendone le misure oggi in campo; nello specifico il volume indica possibili strade da percorrere per accelerare il cambiamento. Il tutto rivolgendosi sia agli uomini quanto alle donne, perché solo insieme sarà possibile costruire nuovi e più sani equilibri.