martedì 19 marzo 2024 | ore 18:00il Circolo dei lettori, via Bogino 9, Torino

Essere o non essere madri

Tra natura, leggi e pregiudizi

con Adriana Cavarero, Donne che allattano cuccioli di lupo (Castelvecchi) e Ilaria Maria Dondi, Libere (Einaudi), modera Elena Loewenthal
nell’ambito di
Femminile plurale

Esistono mille modi di essere madri e mille di non esserlo, così come ci sono rappresentazioni idilliache ma anche versanti bui della gravidanza. Da sempre si è cercato di confinare la maternità in un recinto di certezze indissolubili, ma è soltanto dando dignità e diritti alla diversità in tutte le sue forme, che ogni persona potrà essere finalmente libera.


📌 ingresso libero fino a esaurimento posti

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✏️ i libri

>> Adriana Cavarero, Donne che allattano cuccioli di lupo. Icone dell’ipermaterno (Castelvecchi)
Cosa vuol dire essere madri? Cosa significa pensare il corpo come materia vivente che, nel parto, si apre e si lacera? Riportando il concetto di “vita” alla sua dimensione viscerale, Adriana Cavarero sfida l’indifferenza della filosofia per il corpo materno e ne esplora i lati oscuri e inquietanti, emarginati da una tradizione che predilige rappresentazioni idilliche e luminose. La «sfera del nascere» sigilla la complicità delle donne con la natura: è lo «strano potere» della procreazione, tramandato di madre in figlia, a rendere possibile la rigenerazione continua della vita. Emerge così – nell’intreccio esclusivamente femminile tra parto e physis, fra procreazione e zoe – una maternità eccedente, un’«iper-maternità» raffigurata dalla straordinaria potenza generatrice di Niobe e dalla vitalità esuberante e violenta delle Baccanti. Attraversando la narrativa contemporanea e il pensiero filosofico e tragico greco, con incursioni nell’antropologia, nella biologia e nella teoria critica femminista, Cavarero rifiuta ogni discorso rassicurante per svelare il versante buio e «tremendo» della gravidanza come verità essenziale della condizione umana.

>> Ilaria Maria Dondi, Libere. Di scegliere se e come avere figli (Einaudi)
Qualunque cosa una donna faccia o abbia fatto nella vita, che abbia raggiunto qualche tipo di successo o conduca una vita «ordinaria», difficilmente potrà sfuggire all’indagine sul suo stato riproduttivo. Ha figli? Se sí, sarà una madre sufficientemente brava e conforme agli standard che la società impone? Se non ne ha, come mai? E soprattutto: intende averne? Le donne sono costantemente definite dal loro essere o non essere madri e, sulla base di questa divisione, spesso sono state messe le une contro le altre, per giocare una partita in cui hanno tutto da perdere e nulla da guadagnare. Attraverso un inventario inedito di tipologie di madri e di donne senza figli, Ilaria Maria Dondi racconta come esistano mille modi di essere madri e mille di non esserlo, oltre le aspettative, i giudizi e i pregiudizi, gli stereotipi, le imposizioni e persino le leggi. E ci mostra cosí come, solo difendendo in modo collettivo la diversità delle proprie scelte o condizioni, si possa scardinare «il padre di tutti gli inganni», la menzogna riproduttiva che nei secoli ha reso le donne oggetti al servizio dell’uomo. Perché soltanto dando dignità e diritti alla diversità in tutte le sue forme, ogni persona potrà essere finalmente libera.