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Kalashnikov. Dal Vietnam a Gaza, in un’arma la storia del secolo crudele

Il fucile che ha cambiato il mondo

presentazione del libro di e con Domenico Quirico
edito da Rizzoli

Dal Vietnam alla Somalia, dalla Liberia al Sudan, passando per Afghanistan, Siria, Mali, Cecenia, Congo, Mozambico, l’inviato di guerra ci guida nelle terre dove il kalashnikov distingue chi ha il potere e chi no, regola la facoltà di uccidere e il diritto di restare vivi, e cambia il corso della storia.


📌 ingresso libero fino a esaurimento posti

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✏️ la quarta di copertina
«A Mogadiscio se sei un uomo devi possedere un kalashnikov.» È così: in Somalia l’Ak-47 fa la differenza tra un uomo e un informe mucchio di panni sporchi. Ma questo è vero non solo per la penisola dei Somali. Il kalashnikov, fucile d’assalto inventato da un contadino-soldato russo con la passione per la tecnologia, ha cambiato i destini di uomini e terre in tutto il mondo: così facile da usare che può trasformare anche un bambino in un killer micidiale, è l’arma che ha fatto più morti nella storia dell’umanità, che ha reso la violenza democratica, simbolo di rivolta, icona di ogni guerra, strumento di massacri e genocidi, micidiale giocattolo di combattenti di ogni sorta, guerriglieri, trafficanti, jihadisti, malavitosi. Dal Vietnam alla Somalia, dalla Liberia al Sudan, passando per Afghanistan, Siria, Mali, Cecenia, Congo, Mozambico, Domenico Quirico, storico inviato di guerra dai fronti più pericolosi del mondo, ci guida nel cuore nero delle terre dove l’orribile voce di piombo è così comune da farsi rumore della natura, dove il kalashnikov distingue chi ha il potere da chi non ce l’ha, regola la facoltà di
uccidere e il diritto di restare vivi, e cambia il corso della storia.