La musica è un lampo

Su una forza vitale imprescindibile, persino terapeutica
presentazione del libro di e con Stefano Senardi
edito da Fandango
con Manuel Agnelli e Luca Dondoni

La musica ha folgorato sin dall’infanzia la vita del discografico, che qui restituisce la vicenda politica degli anni ‘70, gli echi degli anni di piombo e le atmosfere più gioiose e rilassate degli ‘80 attraverso le amicizie, i ricordi, le sorprese e tantissimi flashback.


📌 ingresso libero fino a esaurimento posti

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✏️ la quarta di copertina
La musica è un lampo che ha folgorato sin dall’infanzia la vita del discografico Stefano Senardi. Dalla scintilla scoccata da Una piccola serenata e Torero, lato A e lato B di un 45 giri di Renato Carosone che a soli 5 anni cantava e ballava con la zia Nelita, ai dischi dei suoi eroi di quando aveva dieci anni: i Rokes, l’Equipe 84, i Corvi, i Nomadi. All’amore immediato e definitivo per la musica che esplode grazie a un album doppio dei Beatles, il White album, che il cugino aveva portato da Londra. Era il 1969 e fu il segno di un destino. E da lì in poi le fughe ribelli dell’adolescenza e della giovinezza scapigliata, in pullman, verso i più bei concerti di tutta Europa. E poi il primo importante incarico alla Polygram a soli trentaquattro anni e di lì una brillantissima carriera costellata di incontri con uomini straordinari. Dall’amicizia col mistico Battiato al racconto degli indimenticabili concerti dei Rolling Stones o del camaleontico David Bowie sotto una gigantesca luna piena, alla magia di Bob Marley nel concerto del 1980 a Milano con centomila fiammelle accese; dai festival psichedelici al rapporto con Pavarotti, traghettatore della musica colta al popolo, a Madonna e ai cantautori: le lunghe conversazioni impegnate con Fabrizio De André, la scoperta di Vinicio Capossela e Jovanotti, il ricordo di Pino Daniele, il blues e il jazz. Il tutto intrecciato a frammenti di storia della Beat Generation – bellissime le pagine su Fernanda Pivano ed esilaranti quelle sullo “striking”, che consisteva nell’attraversare completamente nudi con le scarpe da ginnastica il più lungo tratto di strada possibile senza essere fermati da nessuno, tantomeno dalle forze dell’ordine, in mezzo agli applausi della folla. Fino ai meravigliosi aneddoti: dall’intervista catastrofica di Isabella Rossellini a Lou Reed a Steve Wonder in un ristorante milanese che mangia i tubettini al sugo con le mani. Un libro allegro e serio allo stesso tempo, perché ci restituisce la vicenda politica di quegli anni, gli echi degli anni di piombo e le atmosfere più gioiose e rilassate degli anni Ottanta. Insomma le amicizie, i ricordi, le sorprese e i mille flashback di prima mano raccontati da un grande addetto ai lavori del mondo musicale. Il libro è arricchito da un raro apparato fotografico di oltre 400 ricordi di quegli anni.